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Full text of "Mignoné Fan-fan : melodramma giocoso in due atti"

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MGNONE — FAN-PAN 


 _MELODRAMMA GIOCOSO IN DUE ATTI 


Prezzo Netto Cent. 29 


BIBLIOTECA: CAPRONI 


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MIGNONÉ FAN-FAN 


MBDODRAVILIA GQUOGOSO 


IN DUE ATTI 


MUSICA 
DI A. GRAFFIGNA 


MILANO 


coi tipi di Francesco Lucca. 


Il presente Libretto, essendo di esclusiga pro- 
prietà del signor Francesco Lucca. restano dif- 
fidati © signori Tipografi di astenersi dalla ri- 
stampa dello stesso senza averne ottenuto il per- 


messo dal su citato editore proprietario. 


MUSIC LIBRARY 
UNC--CHAPEL HILL 


PERSONAGGI —ATTORI 


Pinceé ricco possidente, pa- 
dre di Giulio e tutore di 


Miarianna sua nipote 


Giulio amante corrisposto da 
Marianna 

Mignoné Fan-fan nipote 
di Pincé e fidanzato a Ma- 


rianna 
Bruno intimo amico di Giulio 
Giacomo fattore di Pincé 


Notajo 


Coro pi Coroni 


L’ AZIONE FINGESI IN FRANCIA 


/ 


Il virgolato si ommette per brevita 


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ATTO PRMIO 


Vasto cortile: a dritta della scena un fabbricato con orologio nel 
mezzo , e gran porta d’ingresso che è la Fattoria: a fianco di 
questa una grossissima quercia con panca di pietra al piede — 
A sinistra la casa di PINCÈ — Di fronte un muro con cancello 
nel mezzo, dal quale vedesi in distanza un’ amenissima pianura. 


SCENA PRIMA 


Giacomo con una borsa di pelle în mano , circondato 
dai Coloni. 


Gra. Evviva!... Attenti!... 
Prendete!... Evviva! 
Lieti e contenti 
Qui si starà! 
Per gli sponsali, 
Tace il lavoro; 
Avrem regali 
In quantità. 
Allegri amici! 
Sol gioja intorno 
In questo giorno 
Risuonerà. 
Cor.. Oh il buon padrone! 
| Viva la sposa! 
Cara, amorosa, 
Fior di beltà! 
Gia: e Cor. In sì bel giorno 
Di tutti in core 
Letizia e Amore 
Risponderà. 
Oh il buon padrone! 
‘Grazie alla sposa 
Cara, amorosa, 
Fior di bontà! 


ATTO 
SCENA II, 


Pincé esce dalla casa e detti, poscia Giulio alquanto. 
triste e melanconico che s’ arresta non veduto sull’ in- 
gresso della fattoria ad ascoltare. 


Pix. 


Gia. 
Giu. 


Itene pur,  figliuoli... 
Basta così: son pago 


Del grato animo vostro... gli operai s’in- 
chinano e partono) 
(a Gia.) Tu, m'ascolta: 


Fra poco mio nipote sarà qui; 
Perciò, a quanto abbisogna 
Per allestir le nozze, 
Ne lascio a te la cura. 
Domani, io vo’ conchiuder questo affare. 
Vado tosto ogni cosa a procurare. (parte in 
fretta dal cancello. Pincè rientra in casa, Giulio s’ avanza) 
Invano lo sperate... 
Domani, la vostra ostinata brama 
Annientarsi dovrà... 
Marianna, ad ogni costo, addiverrà 
Mia sposa!... Da gran tempo ella giurommi 
Sincero, eterno amore!... 
Per lei son qui tornato... 
Per lei della cittade 
Il fasto ho abbandonato! 
Sì, dal di che questo core 

Per quell’ angiolo s° accese ; 

Altra voce non intese 

Fuor che quella dell’ Amor! 

D'un amor che non ha pari, 
Che consiglio alcun non sente, 
Che del sole è più cocente 


Nell’ estivo suo fulgor. (va per rientrare 
nella fattoria, s’ arresta come se gli fosse balenato in 


mente un pensiero, poscia va a sedersi sulla panca) 
Ah, no: qui voglio attendere | 
Quel vecchio scimunito , 
Che per le nozze a prendere 


» 


PRIMO 
Or ora il tutto è gito... 
Da questo istante, il discolo 
A far comincerò. 
Venga il cugin! riceverlo 
Qual si convien saprò. 


SCENA III. 


Detto - Giacomo dal cancello tenente un grosso cesto 
in mano , con entro alcune bottiglie , confetti, porcel- 
lane, fiori, selvatici, ecc. 


NS | 


(V’ orologio batte le dieci) 


Gra. Già son le diecil!... 

Giu. Giacomo! 

Gua. (con sorpresa) Oh! voi?... (Che inciampo!...) 

Giu. (s’ alza e va ad afferrarlo pel cesto) Senti: 
Gra. Tosto ritorno... 

Gm. (con isdegno) Arrestati. 


Invan sfuggirmi attenti... 
Che tieni qui? 


Gua. Lasciatemi... 
M' attende. 
Gio. Chi ? 
Gua. Il padrone!... 
(a tutta voce)No, per pietà non rompere!... 
Gio. Va al diavolo, briceone. (dandogli un fortissimo 


urto, pel quale Giacomo lascia cadere il cesto, il tutto 
si frantuma) 


Gua. (disperato) Ah! me meschino! 


Giu. | Or-vattene 
Le nozze a preparar. 

Gra. Ora ? 

Go. Se muovi sillaba 


Ti faccio in aria andar. | i 
(Giacomo entra in casa: Giulio lo segue coll’occhio: ap- 


pena che, Giacomo sarà entrato, s’ avanza) 
Del padre crudele 
Nell’ ira travolto, 
L’aécento già ascolto 
Rivolgere a me. 


(Gu. 


Pix. 


ATTO 
Ma come lo seoglio 
Che all’ urto non piega: 
L’amor che mi lega 
Simile or mi fe’. (rientra nella fattoria) 


SCENA. IV. 


Pineé dalla casa. 


È tempo di finirla Si ea (con isdegno) 


Giulio!.. Ogni di, più pessimo diventa. 


SCENA V. 


Giulio dalla fattoria e detto. 


Buon giorno, signor padre |... 
Finiamola una volta... fuor dei denti 
Or te lo dico: Marianna è promessa; 
E voglio che domani 

Si sposi a tuo cugino!.. Tu, saresti 
Un cattivo marito. 


:. A_Mignoné?.. giammai... (con impeto) 


Anzi, ehe lui 1 isposi, 


La casa tutta andrà sossopra! 


Quanta 

Audacia!.. 

Se finora 
Non valser le preghiere, 
Userò la violenza! 

Piano un poco. 

(Sentite il bell'umor!.. Corpo di bacco! 
Vi vuol proprio un ripiego: 
Non voglio eon costui restar. burlato. —) 
Intanto vieni meco: (fingendo calma) 
Qui non è loco di poter parlare... 
In casa meglio aggiusterem l'affare. 


PRIMO (9 
SCENA VI. 


Sala terrena in casa di PINCÈ, con porte laterali ed altra di fronte, 
dalla quale scorgesi un amenissimo giardino. 


LI . av . . 
Miarianna s'innoltra dalla porta « sinistra, 


Povero Giulio! quante, quante pene (con dolore) 
Gli è forza sopportar per l'amor mio!... 
Or dato alfin gli fosse 
Di muoverlo a pietade!.. Ma son certa 
Che quel vecchio insensato, 
Impassibile ognor, sarà siecome 
Un tigre!.. Sposa ei mi vorrà domani 
Con suo nipote... Tiranno volere!... 
Disporre la mia mano ad uno sciocco, 
Ad un uomo da me cotanto odiato!... 
Non lo.sperar: ch’ei giunga: 
Il complimento gia gli ho preparato. 
Troppe sòavi immagini (con trasporto) 
Nutro per Giulio in petto! 
Dato da lui dividermi, 
Ad altri, or più non è. 
Colui che inesorabile 
Finor fu al nostro affetto, 
Forse doman congiungere 
D’ambo le destre ei de’. 
Voce d’amor insolita 
Lo presagisce in me. 
Jo vo’ lieta, io vo’ felice 
Questa vita che respiro; 
Del tutore, ogni raggiro 
Annientare omai saprò. 
Vieni, o mio bene! 
Sul tuo bel viso 
Ch' io legga il giubilo 
Del paradiso! | 
Vieni, o mio bene! 
Conforto, amore; 
Fa che il tuo core 


Risponda a me, (va per partire dalla destra) 
Mignone Fan.fan 2 


10 


Giu. 


Man. 


Giu. 


Mar. 


(io. 


Man. 


(uu. 


Mar. 


AT T O 
SCENA VII 
Giulio e detta. 
Marianna! 0° : 


(arrestandosi) Tu, mia vita! 


Ebbene? 
Triste nuove! 
Che dici mail. 
Ostinato il genitore, 
Suppliche non ascolta: e te minaccia 
Cacciare in un ritiro!... 
Ma giuro al ciel! 
T° acqueta: 
Mignoné, tuo cugino, 
E un vero babbùtino:. 
Troveremo un pretesto, 
Un qualche strattagemma... 
Tutto oserò per te, dolce mio bene! 
Purchè cessino . alfin le nostre pene. 
Ah. tu sai come t’adoro... 
Quante lacrime ho versate, 
Quante lotte disperate  - 
Già sofferse questo cor. 
Or del padre più m’ è dato 
Sopportare il fier rigor. 
Pronta io son per amor tuo 
Di sfidare ogni periglio... 
Ma rammenta che sei figlio. 
E che desso è il genitor. 
La mia fe’ ti rassieuri, 
E dilegui ogni timor. 


Mar. A due Guu. 
Cessi il sospetto, Cessi il sospetto, 
«  Cessi il timor, | Cessi il timor, 
La fe’, la speme, La fe’, la speme 
Consoli il cor. Consoli il cor. 
Saprò il cugino, .Saprai propizio 
Saprò il tutor, AI nostro amor. 
Render propizio Rendere alfine 


AI nostro amor. Il genitor. 


PRIMO tI 
SCENA. VIIL 
Pineé esce dalla porta a sinistra, e detti. 
Pi. (Eccoli insieme: all'erta... 
Fingiam tranquillità...) | 
Giu. (piano a Marianna) Mio padre!.. 
Pin. Giulio! 
Giu. Oh! voi?.. 
Pin. ‘ Di te venivo in traccia: devi 
. * Farmi un favore. 
Gio. Un favor? volentieri... 
Pm. Tosto farai tener questo biglietto 
Al vecchio amico mio, signor Clemente, 
Custode delle carceri; 
E, senza indugio alcuno, la risposta 
M° arreca. — 
Mar. (E certo un qualche suo raggiro. ) 
Giu. Avanti un’ ora sarò di ritorno: 
(Siffatta commission mi dà sospetto... 


Che questo a me riguarda io ci scommetto.) 
(parte dalla porta di mezzo) 
Pin. Marianna! 
Man. Che volete? 
Pin. Va tosto ad abbigliarti, 
Che poscia verrai meco 
Ad incontrar lo sposo... 


Mar. Lo sposo? 


Pin. SÌ. 
Man. Mi spiace, ma non posso... 

Mi duole il capo! (entra a destra) 
Pin. Il capo?.. poverina!.. 

(Si mette anch’essa a fare il bell’umore!.. 

Ma faccia pur, la vincerà il tutore.) (parte) 


SCENA IX. 


Camera in casa di BRUNO, con porta nel mezzo ed altra & destra. 
Tavolino e sedia sulla sinistra. 


Bruno, di Giulio. 


Bru. Mute per me son fatte 
Del mondo le beltà! 


12 ASTIT.O 
Non sento più le gioje 
Che ispira la città... 
Anch'io conobbi i sogni 
Del giovane pensier: 
Anch'io gustai le facili 
Ebbrezze del piacer... 
Ma inganni e delusioni 
. Fer piangere il mio cor; 
E per giovare agli uomini | 
Non ebbi che dolor... 7 
Sia pur vuota la terra. 
D'affetti e di beltà! 
Io per me sol vo’ vivere 
Lontan dalle città. 
Chi viene ?.. (va ad osservare sulla porta) 
Giu. (di dentro) Bruno!... 
Bru. Oh, tu mio caro amico!... 
Qual novità ?.. come vanno le cose?.. 
Giu. (in scena) Molto male! 
Bru. Davvero?.. 
Giu. Mio padre è un ostinato, 
Un uom senza cervello!.. a forza ei vuole 
Che domani Marianna, 
Dia la mano di sposa, 
A quello scimunito 
Di mio cugino!.. Io lottai con coraggio; 
Ma appunto ei sul più bello 
Mi tolse la promessa, 
Di portare per lui questo viglietto 
AI vecchio amico suo, signor Clemente, 
Custode delle carceri... 
Leggi che bel giochetto 
Fra loro han combinato 
Ond'io mi rimanessi incarcerato. 
Bru. »Caro amico Clemente! (legge) 
»Secondo il concertato, 
»Mio figlio riterrete imprigionato. 
» Verrò poscia in persona a ringraziarvi 
»D'un sì utile servizio — ancor vi prego 


PRIMO 13 
»Onde meglio ridurlo all’obbedienza, 
»Di fargli far due giorni d’astinenza — 
»Il vostro amico, VADER 
| »Giacomo Pincé. 

Giu. Ebbene, che ne dici?.. i | 
Bru. Un gran allocco 
Saresti stato se un viglietto tale 

Consegnato tu avessi. 
Gv. Caro Bruno! 
Per non entrare in guai, 
Dimmi che debbo or. fare? 
Bro. Che guai... non paventare. 
D’ogni cosa, del viglietto 
Lasciar devi a me la cura! 
Per domani, io ti prometto 
Che l’affar terminerà. 
Sai che valgo, se mi metto?.. 
Sai che niun con me la dura?.. 
Sii prudente! t’assicura 
Che Marianna tua sarà. 
Giu. Dolce amico!. Oh mio contento!... 
Tu mi svegli a nuova vital... 
Più del padre non pavento 
Or l’ingiusta crudeltà. 
Non temere che un accento 
Ne disciolga il labbro mio: 
Troppo nutro in cor desio 
Alla mia felicità, 
Bru. Dunque Giulio, siamo intesi ? 


Giu. ‘ Si, mio Bruno! in te riposo... (abbracciandolo) 
Brv. Dimmi, è giunto già lo sposo?.. 
Gu. Fra non guari arriverà. 


Bre. Fra non guari?.. va benone!.. 
Ora meco tu verrai... 

Gio. Che far pensi? 

Bro. Lo vedrai... 
Preparato il colpo è già. 


An, ein: 
a 2 Di letizia per me Pieno 


14 ATTO 
Sorgerà il novello giorno! 


temp. 
Tutto, tutto a o d’ intorno 


Come l’Iri splenderà. 
E fra l’estasi d’amore, 
Fra i concenti dell’ Imene 
I tuo 
mio 
Nell’obblio ognor trarrà. 
(partono ambidue dalla porta di mezzo.) 
SCENA X. 
Vasto cortile come nella scena prima, 
Mignonè Fan-fan. 
(di dentro) Qual destrier che all'albergo è vicino 
Più veloce s’affretta nel corso, 
Non l’arresta l’angustia del morso, 
Nè la voce che legge gli da: 
Tal questalma che piena è di speme 
Nulla teme, consiglio non sente, 
E si ferma alla gioja possente 
Del piacere che lieta sara. 
Tallallera lera tallallà 
Tallallera lera tallallà. (in scena) 
Coraggio Fan-fan! 
Sil bello e attillato, 
Fiorito e muschiato, 
Con gemme e monil. ; 
Il rozzo castello 
Bisogna obbliare, 
Bisogna mostrare 
Che sono un dandy. 
" In versi d’amore, 
Vo’ dirle, o mio bene! 
Non vedi che in pene 
Mi struggo per tel.. 
»M°abbraccia, o mio core, 
»Mia Nice adorata! 
»Sarai consolata... 
»Da Tirsi fedel... 


cor le lunghe pene 


di 


PRIMO ] 
Ella allor timidetta e ritrosa, 
In accenti d’amor parlerà; 
Si, mio bene, son io la tua sposa 
Che in eterno fèdel ti sarà. 
E fra i canti, le danze e i convilti, 
Fra gli amplessi ed i lunghi sospir, 
I miei voti saranno esauditi, 
Tutto un canto sarà l'avvenir. 
Allegri, Fan-fan! 
Col tuo bel visetto. 
Con questo mazzetto, 
Con questo regal, 
La cara beltà, 
La mia fidanzata, 
Sarà inebriata 
Del suo Mignone! (va per entrare in casa) 


SCENA XI. 
Detto, Giulio e Bruno dal cancello. 
Giu. Oh! è lui... , (fra loro) 
Bru. In grazia, ove andate?... 


Giu. Chi siete?.. chi cercate? 
Mic. Oh bella!.. io son nipote della casa: 

Venni dal mio pàese 

Per dar la man di sposa 

Alla pupilla del mio zio Pincé!... — 
Bru. Sareste forse ? 

Mic. Io sono 

Precisamente, Mignoné Fan-fan!... 
Giu. Mignoné !... mio cugino... 

Mic. Allor voi siete... 
tu. Il figlio di Pincé, come vedete. 
| Mic. Abbracciami parente... 

Bravo il mio Giulio!... E questo? 
Giu, Un amico di casa. | 
Bru. E vostro in conseguenza. 

Mic. Obbligato, signore: intanto andiamo 

Ad abbracciar la sposa. 

Bru. Piano, piano. 


16 ATTO 
Giu. M' ascolta 
Mic. Non posso... un’ altra volta. 
Gio. Mio padre e la pupilla 
Son iti a passeggiare 
E non prima d’ un’ ora 
Potranno ritornare. 


Mic. Oh cielo!... un’ ora!. 
Amico, il Fato 
(declamando) Mi guida in porto... 


E tu spietato 

Mi fai perir! 
Guo. Cospetto! in rima 

Tu mi favelli, 

Da quel di prima 

Cangiasti affè 2... 


Bro. Versi fur dessi 
Di Metastasio. 

Gio. Dove crescesti 
Dotto così? 

Mrc. Dacchè 1! amore 


Ferimmi il seno, 
La mente e il core 
Tuito cangiò! 
(OSTIA Anch'io lo vedo 
Che sei mutato... 
Ora ti credo 
Degno d'amor. 
Bru. Amico caro, 
Di voi m’onoro, 
Un uom si raro 
Chi può trovar ? 
Mic. Vi dirò cosa ho imparato: 
State attenti ad ascoltar. 
Fur Bertoldo e Bertoldino 
I miei primi precettori ; 
M'insegnò il Guerrin meschino 
Il coraggio ed il valor! 
Ma il mio studio favorito 
Fu la scienza dell’amore ! 


PRIMO 1” 


La poesia che scende al core... 
Metastasio 1’ immortal. 


Giu. Ah! tu sei Metastasiano?... 
. Bru. Io amo il Tasso ed il Varano. 
Mic. Eh che Tasso... che Varano!... 


Son poeti da dozzina... 
Ma per bacco! la sposina 
Non si vede a comparir?... 
Bru. Del suo labbro il folle riso (Giu. e Bru. fra loro 
Spiega appieno quanto è idiota: in disparte) 
Qui bisogna all’ improvviso 
Un bel colpo immaginar — 
Fa che lui porti il viglietto, 
Fa che lui vadi in prigione: 
Questo è il modo, ci scommetto, 
Di por fine a questo affar. 
Gio. Si, davver, tu l’hai trovata: 
La tua idea mi persitade — 
Meglio è agire all’ impazzata 
. Che ogni passo meditar. 
E un tal gonzo, un tal sommaro, 
Che pensare potrà mai 
Quel che adesso gli preparo, 
Quel che poi dovrà ineontrar. È 
Mic. (frasè)o d’amore... oh Dio... mi moro... 
Scopro a lor la mia ferita... 
I crudeli!... il mio tesoro... 
Non mi lasciano’ abbracciar! 
»Quante pene, quanti affanni 
»Costa un cor che.sia sincero... 
»Che sia fido e senza inganni 
»Come quel che avrò a sposar! 
Gu. Ascolta, Mignoné: vorrei un servigio ? 
Mic. Un servigio?... favella! 
Giv. Sin da questa mattina, avrei dovuto 
| Il biglietto che vedi, per mio padre, - 
Consegnarlo ad un tale 
E attender la risposta: 
Mio padre è un pochettino originale; 


18 ATTO (PRIMO 
Se torna, e sente ch'io non l'ho obbedito, 
Monterà in furia: intendi 2... 
Mic. E dunque vuoi? 
Giu. Io non posso lasciar la casa sola: 
L'amico dee partire immantinente 
Per la città! Vorresti tu mio caro 
Fare in mia vece questa commissione, 
Mentre io fo preparar la colazione? 
Mic. Perchè no ?... Volontieri. 
Gm. (porgendogli il viglietto) Ecco il biglietto. 
Vedi in fondo quell’ ampio castello? 
Là il viglietto a chi spetta darai: 
Poscia tosto ritorno all’ostello 
Ove alberga il tuo bene farai. 
Mis. Ho capito — in un vol la faccenda 
Ho sbrigata; e in un vol torno qua. 
Ratto il piede s’allontana (fra sè in disparte) 
Da quel caro e pio sembiante, 
Ma quest’ anima costante 
Ognor fida resterà. 
Ed i teneri sospiri 
Che usciran da questo core, 
Tutti a te, mio dolce amore, 
A te sol consacrerò — 
Bru.eGrv.Canti pure il babbilino, (fra loro in disparte) 
Canti,’ canti quanto vuole; 
Che domani al nuovo sole 
Altro tono prenderà. 
»Per uscir da questo imbroglio 


mia ,. 
»La testa non bastava; 
tua 
tua Dj dai 
»La ‘< man ©. bisognava 
mia Vi 9 
tua dei 
»E la ‘“ sagacità. 
mia 598 


(Misnoné parte da un lato della scena ; Bruno e Giulic 
entrano nella Fattoria.) 


FINE DELL'ATTO PRIMO. 


ATTO SECONDO 


Interno delle prigioni della. Fléche. - Di fronte gran porta d’in- 
gresso. À sinistra altre porte che mettono ad altre prigioni. Da 
un lato della scena saravvi una panca ed un secchio d° acqua. 


SCENA PRIMA 


Miignoné solo. 


Ma alfin questa risposta (parlando verso la porta 
d’ ingresso) 

Me la danno sì, o no}... 

La colazione si raffredda!... Oh cielo! 

Colei che tanto adoro, 

L’unico mio tesoro 

Geme d’amor per me... Che far degg'io ?... 

Mezz’ ora è, già ch'io consegnai il biglietto. 

Qua mi cacciaro... e niun ritorna... Oh stelle!... 

L’amor, la fame... e un poco la paura... 

Ma che casa è mai questa?... 

Mi par d’essere entrato in sepoltura... 

Oh! non ne posso più... vediam d’ uscire... 

Cos’ è?... non posso aprire... 

M°han chiuso dentro: che faccenda è questa ? 

Ehi... Clemente... Zanoby... (a piena voce) 

Nessun risponde... io moro, 

Di dispetto, d’amor, di gelosia... 

Diletta sposa mia! | 

Tu sospiri;... ti struggi,... 

E chiami il caro bene... 

Che consoli il tuo cor fra tante pene!... 

Ma insomma c’è nessuno?... niun risponde?... 

Atterrerò la porta. 


Bru. 
Mic. 


Bru. 
Mic. 
Bru. 


Mic. 


Bru. 


Mic. 


Bru. 


Mic. 
‘ Bru. 
Mic. 
Bru. 


ASTIISO 
SCENA IL 


Bruno e detto. 


Adagio, un po’ di calma... 
Mi parrebbe ora alfine... 
Come! voi qui ? (con sorpresa) 


Sì: io stesso, il vostro amico. 


Che si dice di me, che fa la sposa? 

Di voi tutta amorosa, 

Vi attende, e vi sospira! 

Jo aspetto la risposta... i 
un secol che son qui... che affare è questo? 

Non lo sapete ancor? siete in arresto. 


In arresto!... un uom mio pari?... (colpito) 
In arresto un Mignoné!.. 
To son proprio fuor di me!... 
Ineomincio a delirar. 

Queste son che qui vedete 
Le prigioni del castello; 
Un equivoco più bello 
Non poteasi immaginar. 

Ma che equivoco di grazia 
Voi m’ andate equivocando? 
Il biglietto era un comando 
Che doveavi imprigionar. 

In prigion!... che ascolto! Oh! numi! 
Quale infame tradimento ? 
Egli fu un provvedimento 
Onde Giulio allontanar. 

Della vaga e gentil fidanzata 
I sospiri è gli sguardi amorosi, 
Suscitarono palpiti ascosi 
Del cugino nel mobile cor. 

Ma la docile e cara pupilla 
Obbediente all’ amato tutore, 
Ha giurato che tutto il suo core 
A voi solo voleva donar. 


Mic. 


Bro. 


Mr. 
Bro. 


Mis. 
Bau. 


SECONDO. 

Or di Giulio le longhe querele, 

I sospiri, gl’ affanni, il dispetto, 
Della sposa angustiavano il petto 
E del padre turbavano i dì. 

Ecco come per Giulio fu scritto 
Il biglietto che qui vi ritiene, 
Egli ignora che siete in catene, 
Nè lo zio, nè la sposa lo sa. 

Qual mistero mi svelate!... 

‘Qual fatale avvénimento ! 
Ah di grazia, un sol momento 
Non perdete, per pietà! 
Va, delle nozze è l'ora! 
Già siamo, amico a sera: 
Gia la festiva schiera 
Si lagnera di me. 
Bravo! evviva Metastasio... 
Ma io non posso liberarvi;... 
Nè m’ è dato di qui trarvi 
Senza un ordine di Pincé | 
Con Clemente ho già parlato: 
Ei narrommi questo affar, 

Mentre qui nel vicinato 
Io mi stava a passeggiar. 

(Gran bugie con quest’ alloeco 
Son costretto ad inventar!) 

Deh! amico, correte, 

La sposa avvisate: 
Ah, non mi lasciate 
Più a lungo soffrir! 

Io son pronto a far per voi 
Quanto occorre in tal frangente: 
Ma il più valido espediente 
Una lettera sarà. 

Una lettera!... al tutore?.. 

Meglio ancor saria alla sposa... 
Ella è tenera, amorosa; 
Per voi tutto affronterà. 


bj 


22 


Mic. 
Bro. 


Mic. 


Bru. 
Mic. 
Bru. 
Mis. 


Bru. 


Mic. 


Bnu. 


ATTO 
Ma al momento io non saprei... 
Ho la testa imbarazzata: 
(Io l’avevo già pensata, 
Ch'egli scrivere non sa.) 


Jo ritengo l'occorrente (cava un calamjo tascabile) 


Sempre in tasca; se volete 
Voi il biglietto firmerete , 
Ed io il resto scriverò? 


SÌ, mio caro!... bravo! andiamo... (Bru. va sulla 
Ah! voi siete un uom prezioso!... panca a seri- 


Ma vi giuro: appena sposo 
Vi saprò ricompensa. 

E vi pare... Ecco: firmate. 

Volontier... così?... 

Va bene. 

Son cessate le mie pene!... 

Ora è tempo di cantar. 
Metastasio è l’ idol mio, 

Il poeta del mio core... 

I suoi versi, il vostro amore... 

Qual maggior séavità. 

Io lo so tutto a memoria; 
Dodici anni l'ho studiato! 
Ora poi son diventato 
Un cantor di qualità! , 

(Capirà quest’ imbecille 
Fra brev’ ora il suo destino; 
Or bisogna anche un tantino 
Le sue ciance secondar.) 


Mic. Uditemi, compare!... Voi pur siete 


Bru, 
Mic. 
Bru. 


Mre. 


Poeta?... 
Io ? 

Si, lo so; me lo diceste... 

Debolmente... 
Vorreste | 

Meco eseguir dinanzi alla mia sposa, 
La cantata amorosa}... 
La danza intitolata... 


vere) 


i SECONDO 33 
Bru. (Oh! questa è bella!... è pazzo!... 
Secondarlo conviene —) 
Perchè no — Metastasio 
Piace anche a me: la danza, 
La so tutta a memoria. 
Mie. Davvero ?... Oh gioia!... se volete? 


Bru. Che ? 
Mis. Intanto la proviamo? 
Bru. Volentieri. 


Mic. Io da soprano canto; 
Farò da Nice — e voi Tirsi sarete — 
Voi siete un. genio! un nume! 
La provvidenza mia!... 

Bru. (Più tardi t’avvedrai che cosa io sia I) 
Ma il tempo stringe. 

Mic. E vero... 
Farem solo il finale... 
Andiamo al posto... Oh Dio! 

Bru. Chi deve incominciare? 


Mrs. Comincio io! — 
(la musica esprimerà pure la caricatura della scena) 
Nice Mille volte, mio tesoro 


Se ti dissi, io per te moro... 
Perchè torni a dubitar? 

Tirsi Care labbra, io lo rammento: 
Ma vorrei ch’'ogni momento 
Lo tornaste a replicar. 


Nice Sì, mio ben! la tua son io!. 
Tinsi *L’idol mio solo tu setl.. 
Nice“ È volendo io non potrei 

Il mio Tirsi abbandonar. 
Ties E potendo io non vorrei 

La mia Nice abbandonar. 

Nic Sol quel colto è il mio periglio! 
Trasi Sol quel ciglio il cor m' ingola!... 
Nice Per te solo... 
Tirsi Per te sola... 
a 2 TO. son e, sospirar!., 


nato 


24 ATTO 
Bro. Bravo!.. Evviva!.. 
Fra brev’ora 
Di qua fuora 
Vi trarrò. 
(Canta, canta, 
Amico caro: 
Se’ il più raro 
Dei buffon —) 
Mic. (Oh momento 
Sospirato 
Del bramato 
Mio gioir, 
Vieni e apporta 
Le mie pene 
Alla spene 
Del mio cor.) 


SCENA II. 


Vasto cortile come nell’ Atto primo. 


Coloni che s’inoltreranno dal cancello discorrendo fra loro. 


Coro. 
1 Parre Qua, compagni; cheti, cheti... (con voce sommessa) 
Discorriam dell’accaduto:... 
Il padron par divenuto 
Molto brusco in verità. 
IT.a Certo è nato un qualche imbroglio: 
V° è chi dice che la sposa 
Faccia molto la ritrosa, 
E non voglia acconsentir — 
La Altri dicon che il cugino 
uno sciocco, un spiritato... 
E che Giulio innamorato 
Sia rival di Mignoné. 
Turti Quel che sia vedrem fra poco: 
In silenzio attenderemo, 
E più tardi poi vedremo 
Quel che a noi ci toccherà. (s’allontanano) 


(9) 
(SA; 


SECONDO 
SCENA IV. 


Giulio dalla casa 


Incerto io son — la burla 
Fu fatta come andava — 
Povero Mignoné, che brutto gioco!.. 
AI momento che sei per maritarti, 
In prigione cacciarti, 
E toglierti la sposa!.. Bruno ancora 
Non torna — Almen la rinuncia portasse... 
Ma già a quest'ora tutto avrà aggiustato: 
E mio padre così sarà burlato! 
Cinta di veste eburnea, 
Adorna al erin di rose. 
Vederla già rassembrami 
— Meco dell’ara al piè. 
E sul mio cor ripetere 
Fra i canti dell’ Imene: 
Io t'amo, e indissolubile 
Ti giuro la mia fè! 
T'affretta a sorgere, 
O bel momento, 
Che appien si dissipi 
Qual polve al vento 
La tema e il dubbio 
Di questo core, 
Che alfine allietisi 
Nel sen d'Amore! 
E interminabile 
Provi il piacer! (parte) 


SCENA V. 


Entrano dal cancello Pincé e Bruno discorrendo, 
poscia Giulio. 


Pm. Ma questo è un grave oltraggio, un atto infame... 
(sdegnato) 


Un esempio vi vuole; 


26 


Bau. 


Pin. 


Bru. 


Pin. 


Bru. 


Pin. 


(uo. 


ATTO 

Con questo scapestrato 
La finirò una volta... 
Calmatevi di grazia; vi ripeto 
Che Giulio non ne ha colpa. 
Sapere ei non poteva. 
Quel che chiuso si stava in quel biglietto. 
Come?.. come?.. cospetto! 
L’avrà da far con me: 
Voi non sapete ancor chi sia Pineé! 
(Uno sciocco, un balordo!) 
V'intendo; ma alle corte... 
Un equivoco fu, non fu un lag 4 
Quello che avete scritto, 
Fu eseguito a puntino. 
Ora bisogna tosto.‘ 
Il povero compare 
Di carcere levare. 

(Giulio apparisce: vede Bruno col padre si ritira) 
Ma senza dubbio... io stesso 
Corro al castello - Amico mio, credetemi, 
Non so dove ho la testa... 
Fate una cosa; in traccia 
Di vostro figlio, lasciate ch'io vada. 
Voi, di qui non uscite, 
A Clemente scrivete 
Perchè tosto il nipote imprigionato 
Qua venga rimandato. 
Dite ben — vado subito; 
A voi mi raccomando: 
Questa sera le nozze s’ han da fare 
Perchè alcun più le venga a frastornare. (entra in 
casa. Giulio, avendo veduto che il padre è partito, s’avanza) 
Alfin sei solo... ebben, firmò l’amico?.. 
Mio padre cosa dice?.. 
Narrami il tutto, io temo... 


. Qui restar non ti lice; 


Torna tuo padre, - Ecco qua — tutto è fatto. 


.0h vero amico! un tratto 


Degno è questo di te. 


SECONDO 27 
Bru. Prendi... va... tra momenti 
Teco sarò! tutto saprai... m’attendi 
In fondo del giardino... 


— Gm. Oh mia felicità!.. è fatta al babbuino. (parte) 


SCENA. VI. 


Bruno e Pincé 


Pv. La lettera ho spedita: 
Pochi minuti, e poi 
Libero Mignoné, sarà fra noi. 
Bru. Bene, bene... bravissimo!.. 
Io dunque vado. intanto 
A. cercar vostro figlio... 
Poi con qualche pretesto 
In città lo conduco: 
Or voi pensate al resto. 
Pin. Oh vero galantuomo!..(abbracciando Bruno) 
Modello degli amici!..: 
Grazie! 
Bru. Vi pare... allegri! 
Che sarete doman, tutti felici. 


SCENA VII. 


Pincé, poscia Marianna vestita in tutta gala. 


Pm. Sia ringraziato il cielo! 

Vedete un po’ talvolta 

In che imbarazzi trovasi un tutore... 

Credevo di far bene, 

E invece... ma pensiamo a questo imene. 

| Mar. (Con spirito facciam la nostra parte: 
Se sapesse il tutor che Giulio istesso, 
Di tutto m' ha istrilita...) 
Ebbene? è un’ ora già che son vestita, 
Ed il signor Fan-fan 
Dov’ è che non si vede?.. 

Pin. Brava la mia ragazza: 


28 ATTO 
Così voi mi piacete... 
Ora, a momenti... un certo affar... vedrete, 
Il degno vostro sposo: 
Anzi parmi che alcuno.... (s'ode un rumore) 
Oh non v' ha dubbio... è desso — 
Presto, presto, corriamo a lui dappresso. 


SCENA VII. 


Miignoné dal cancello tutto stravolto e detti. 


Mic. Sposa diletta!.. amato zio... cugino... 
Amici... servi... io tutti 
Vi saluto e vi abbraccio! 
Pin. Nipote! x 
Mar. (Che figura!) (dando uno scoppio di rise) 
Mrs. Son sciolte alfine, (dleclamando) 
Le mie catene... 
L’amato bene 
Riveggo alfin! 
Davvero, zio garbato, 
M'avete fatto un brutto complimento!.. 
Tener quasi tre ore vostro nipote 
Imprigionato... (a Mar.) Il fidanzato tuo! 
Sposa adorata e cara!.. 
Mar. Poveretto, men duole!.. 
(A_ peggio ti prepara!..) 
Pix. Perdon, perdon, nipote: 
Un equivoco fu, non fu mia colpa... 
Mie. Io so tutto, e vi perdono... 
Non v'accuso, non mi lagno: 
Tutto lieto m’abbandono 
Alla mia felicità! 
Ebben, Nice amorosa, 
Riconosci il tuo Tirsi! 
Vuoi essere mia sposa?.. 
Mar. Sl: son pronta 
Ad ubbedire agl’ ordin. del tutore. 


SECONDO à9 


Mic. Già dal contento mi si spezza ii core. 


Mar. 


Mic. 
Man. 


Pin. 


Bru. 


Gio. 


Bru. 
Giu. 


Mic. 


Bru. 
Mia. 


Giu. 
Pin. 


Riverente e ognor bramosa 
D’ubbedire al mio tutore 
Tutto a voi devo il mio core, 
I miei giorni consacrar. 
Quanto è bella... quanto è cara, (fra sé) 
Come ingenua nell’amor! 
Ogni detto, ogni pensiero 
Son rivolti a quell’oggetto 
Che saprà con pari affetto 
La mia vita consolar. 
Più innocente,.. più sommessa (a Mignone) 
Non è dato ritrovar. 


SCENA IX. 


Detti, Giulio e Bruno în disparte. 


Il momento s’avvicina 
D'eseguir la nostra parte... 
Un po’ d’anima, un po%d’arte 
Poscia il resto andrà da sé. 
Tengo in tasca il documento 
Che il suécesso m’assicura: 
Dunque andiam senza paura 
A lottar con Mignone. 
| (Bruno e Giulio s’avanzano) 
Amici! vi saluto. 
Cugino! ben tornato. 
Eh... quel ch'è stato, è stato... 
Non ci si pensi più. 
Bravo! così mi piace. 
Ci vuol filosofia!.. (con enfasi) 
Ecco, 0 cugina mia, (a Marianna) 
Un uom degno di te. 
Adagio... adagio un poco. 
Che c'entri tu?.. ragazzo! 
Deh! non mi pare pazzo! 
Ché giuro al ciel! 


Mar. (frapponendosi) Pieta! 


3o ATTO 
Bru. eGrv.(Or proprio me la godo, 
Sublime è in verità.) 
Mic. Proteggi, 0 re dei numi, 
La cara mia metà. 
Compar, non vi scordate 
Di Tirsi la cantata 2.. 


Bru. L’ho già tutta imparata; 
Io ve lo dissi ancor. 
Giu. Tutti pazzi siete voi! 


Pria leggete, e dite poi, 
(porgendo un foglio al padre) 
Dell’amabile Marianna 
Chi Io sposo esser dovrà. 
Pin. Fia possibile!. Ehi... nipote! — 


(colla massima sorpresa) 
Mic. (tutto rivolto a Marianna senza badare agl’altri) 
Credi pur, d’ogni costume 
Son fornito d’un barlume; 
Son péeta, e so cantar. 
Pin. (prende Mignoné per un braccio scuotendolo forte.) 
Ehi nipote!. ma voi siete 
Più che pazzo, spiritato. 
Voi qui avete rinunziato 
(mostrandogli il foglio) 
Alle nozze... alla sua man? 


Mic. Che rinunzia?.. io non so niente... 
Pin. Ma guardate... ma leggete... 
Mar. Bruno, Giulio! entrambi siete 
Prediletti a questo cor! 
Mic. »In più valida forma, io sottoscritto (legge) 


»Rinunzio a mia cugina Marianna! 

»E libera la lascio in tutta pace 

»Di sposarsi a chi più le pare e piace, 

»Mignoné Fan-fan!!! » 
(resta siccome immobile per qualche poco: lascia cadere 
il foglio, Giulio lo raccoglie) 
Mignone! 
Giu. Fan-fan! 


SECONDO SI 


Pin. Ma dunque 
Hai davvero rinunziato? 
Mis. Ma... io vi giuro... non so niente... 
Jo tal foglio ho mai firmato... 
Giu. Osservate: è la sua firma... 
Pin. Ah! pur troppo! È un insensato!... 
Mia. Come? come?.. tu birbante! (contro Bruno) 


M'hai sedotto ed ingannato!.. 
Me l’hanno fatta! 
Son castigato!.. 
Signor garbato... 
Ci conosciam. 
Pin. (L’intrigo intento 
Tutto indovino ;) 
Ma... signorino... 
Fuori di qua! (a Giulio) 
Mar. Deh! caro zio, (si prostra ai piedi di Pincé) 
Buono, amoroso!.. 
Egli è mio sposo!.. 
Egl’ è il mio amor. 
Giu. (si prostra) Ai vostri piedi 
Perdono imploro!.. 
Colei che adoro 
Unite a mel... 
Bro. A me credete: 
Giulio ammogliato 
Vedrem mutato 
In pochi di. 


SCENA ULTIMA 


Detti, Giacomo , Notaro e Coloni. 


Gu. Vieneil Notaro. 
Bru. Entrate: 
(a Mig.) Su, via compar, che fate?... 


Andiamo, andiamo presto 
Le nozze a celebrar, 
Mic. Andate pure: io resto... 
(Mi sento soffocar !) (parte dal cancello) 


32 ATTO SECONDO 
Guo. Padre: 
Mar. Pietà! 
Nor. (a Pineé) Signore! 
Che deggio far ? 
Piv. (col massimo sdegno) Tacete. 
Nor. Non parlo più... (si tira in disparte) 
Pin. Sorgete... (s’ alzano) 
Siate felici ognor! 
(Giu. e Mar. s’abbracciano col più vivo trasporto d’amore) 
Mar. Mio ben! 
Giu. Mia vital... 
a 2 Amore, 
Fe’ pago il nostro cor! 
Mar. Deh! i tuoi giuri ognor rammenta 
Che sacrasti all’ amor mio; 
De’ miei giorni il sol desio 
Sarà il vivere per te. 
La mia vita ne fia spenta 
Se mentir ti può la fè. 
Giu. Ah! sì lieta in cor riposa 
De’ miei giuri, del mio affetto! 
Questo istante benedetto 
Dal tuo labbro ognor sarà. 
Coro Viva Imen! viva la sposa, 
Puro fiore di bonta! 
Man. Sposo, padre, a questo seno 
Ch’ io vi prema: son beata. 
Quest’ aurora avventurata 
Sempre innante a me starà. 
Pari a nube che fugata 
Si disparve il mio scontento, 
Si converse ogni tormento 
In un mar di voluttà. 
Di svelare non ho accento 
Tanta mia felicità. 
loro Qual t arrise in tal momento, 


Sempre il ciel t'arriderà. 
FINE. 


ELENCO 


DEI LIBRETTI D’ OPERE TEATRALI 


DI.PROPRIETA’ DELL’ EDITORE 


FRANCESCO LUCCA 


TT _-e=*eCK=>e=—.. 


Attila. 

Adelia. 

Caterina Howard. 
Cellini a Parigi. 
Clarice Visconti. 
Cristoforo Colombo. 
Don Pelagio. 

Dott. Bobolo, ossia la Fiera. 
Elvina. 

Ester d’Engaddi. 
Griselda. 


Il Borgomastro di Schiedam. 


Il Corsaro. 

Il Deserto. Ode Sinfonia. 

Il Giudizio Universale. Ora- 
torio. 

I Falsi Monetari. 

I Martiri. 

I Masnadieri 

Il Reggente. 

Il Ritorno di Columella. 

Il Templario. 

Leonora. 


Luisella, o la Cantatrice del 
Molo di Napoli. i 

La Prova d’un Opera Seria. 

L’ Arrivo del signor zio. 

La Cantante. 

La Favorita. Ù 

La Figlia del Reggia, ni 

Lazzarello. 1; 

La Vivandiera per amore. 

L’ Uomo del mistero. 

La Villana Contessa. 

L’ Osteria d’Andujar. 

Maria, Regina d'Inghilterra. 7 

Medea. 

Margherita. 

Mignoné Fan-fan. ni 

Non tutti i Pazzi sono all’Q- 
spedale. 

Paolo e Virginia. 

Poliuto 

Ser Gregorio. 

Virginia.